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15 novembre 2010

Operazione compiuta!

Mamma se ne va portandosi via il Marci, ben 5 scatoloni, un lampadario e un lettino da campeggio per bébé destinato ad ospitare la nana in trasferta friulana. Mi ha lasciato dei balconi sbrilluccicanti, il freezer pieno, una crostata appena sfornata e i fili per ricamare. M I T T I C C A R I N A!

La convivenza col genero, per quanto prolungata, apparentemente non è stata problematica. Anzi, Lui ha precisato che quasi quasi gli è dispiaciuto di vederli andare via. Soprattutto il Marci, che dopo avermi dato un paio di abbraccioni degli di un (affettuoso) cobra costrictor, a quanto pare aveva pure l'occhietto lucido. Eeeeeh. La tempra del nonno inizia ad emergere!

Pure l'incontro tra le due famiglie è andato benone. Uomo ha schierato la formazione completa: padre, madre, sorella 1 + marito + 2 nipoti e sorella 2 + nipote. Io invece avevo la formazione snella: padre + madre. Ma Uomo si è cuccato al primo di novembre la prova cimitero, cioè è stato gettato nella fossa della famigliona allargata della mia genitrice con decine di nomi e volti da ricordare, alcuni dei quali pure interscambiali. Ed è sopravvissuto!

Tornando all'incontro: su invito della suocera prima di arrivare al ristorante abbiamo fatto tappa a casa loro a vedere la culla. Iniziativa che ha fatto guadagnare da sola un paio di centinaia di "punti armonia". E poi il clima è stato molto cordiale e disteso, i commensali molto sorridenti, il Marci-intrattenitore decisamente in forma. L'unico silenzioso tutto il tempo è stato Uomo... tesoro mio. Era preoccupatissimo per suo papà che soffre un po' di depressione e negli ultimi giorni aveva avuto qualche problema.

Tornando a casa sia la Rrina che il Marci si sono sbilanciati in commenti entusiastici sull'altra metà della famiglia. Ma come sono carini, siamo stati veramente bene, mi sembrano molto cordiali, che simpatiche le sorelle, la mamma è molto giovanile, il papà pare una persona così dolce. Insomma, un successone.

E in tutto questo i miei fumetti sono ordinatamente esposti sulle loro mensoline (con un'operazione lampo svolta a tradimento, finchè Uomo si guadagnava la pagnotta). Nathan Never, Lazarus Ledd, Dylan Dog, Dampyr, Julia, i Simpson, Samuel Sand, Legs Weaver, Mondo Naif, Bone, Elfquest... Aaaah, che soddisfazione!

10 novembre 2010

Ave o genitrice!

Oggi arriva la mamma!

Le ho riservato un gran bel programmino: svuotare la "cameretta" (ancora?! ebbene sì), risistemare i miei fumetti nelle mensole del corridoio sopra le porte nonostante Uomo sia contrario, pulire i balconi, riordinare il garage, organizzare una bella cenetta col Marci (il genitore che ci raggiunge sabato), Pollo & Arro.

Ah, quasi dimenticavo, domenica la trasferta si concluderà con il fatidico incontro tra suoceri. Ahahah! Voglio proprio vedere!

18 luglio 2010

E anche Nonute capitola

Oh. (Tipico oh friulano con il tono della voce che leggermente si alza). Sono proprio contenta. Almeno adesso anche tu ti sposi!

Tante storie per trovare il modo giusto di dirlo alla nonna, che poi nella prospettiva del bagigio sarebbe bisnonna, e alla fine la reazione imprevedibilequindiancheforseterribile eccola qua.

Benissimo! E' stato tutto un crescendo di entusiasmo e intesa e approvazione. Già al suo arrivo Uomo è stato accolto con le braccia attorno al collo. La nonna gli si è appesa al collo con la Cugi che cercava di staccarla facendole presente che l'Uomo in questione è già occupato.

E poi chiacchiere interminabili solo loro due durante le quali, ha tenuto a precisare lei, se la sono proprio intesa. E mica parlavamo di te, sai!

Sorvolando sul momento più impegnativo, aperto dalla domandona Qual è adesso il vostro progetto di vita?, il week-end in pasto ai familiari furlans è scivolato via come l'olio, con grande soddisfazione della presente e forse un tantino più di rilassatezza del vero protagonista, Uomo.

Cavoli, sto bagigio qui sta avendo un successone.

14 giugno 2010

A casa degli "altri"

Annuncio supersoft ieri sera dagli "altri" nonni.

Anche in questo caso era la prima volta che ci vedevamo. Che se le cose si devono fare, meglio farle in grande! L'atmosfera però era più leggera. Complice Nipotino di Uomo di 5 anni.


Mentre Lui suonava il campanello io mi sono nascosta di lato ma Nipotino mi ha sgamata subito. Era tutto sorridente ed eccitato all'idea che ci fosse una festeggiata, che in più si chiama come sua mamma. La festeggiata, ho scoperto quasi subito, ero io...

Anche qui si vede che tutti aspettavano che il fratello maggiore facesse il grande passo. In una famiglia con tre donne e in più tutte mamme... Già, perchè il padre della situazione, l'equivalente del Marcy per dire (e ho detto tutto), è rimasto silenziosissimo. Tra l'altro era pure l'unico che in teoria ancora non sapeva... e nessuno si è preso la briga di dirglielo direttamente. Ha capito da solo. E chi non avrebbe dopo tutte le domanda dirette, le attenzioni ai cibi messi in tavola, gli sguardi di Nipotino alla mia pancia (che tra l'altro al momento è chiaramente ancora tutta e solo MIA). E nonostante tutto, non si è registrata alcuna reazione. Mah... Forse l'emozione? L'imbarazzo per l'ingresso di una sconosciuta in famiglia? O solo la sorpresa?

Io in ogni caso non sono stata male. Certo, parto avvantaggiata perchè sono come il prezzemolo, sto bene un po' con tutto. Ma questo gruppetto al femminile, semplice e ciacolone, è proprio ninino. E l'accoglienza che mi ha riservato veramente calorosa.
Fa strano, ma è uno strano molto piacevole!

E ora che abbiamo rotto il ghiaccio con la famiglia, si può ufficializzare la cosa. PAURA!

09 giugno 2010

Col senno di poi

Certo che col senno di poi mi sento alquanto idiota ad aver dubitato così dei miei.

Perchè avrebbero dovuto prendersela? In base a quale improbabile legge familiare avrebbero dovuto disapprovare la situazione, le mie scelte, la mia vita? La risposta sta nel fatto che per me non è stata una scelta consapevole. A me suona strano dirlo e difficilissimo immaginarmi. Loro, invece, si vede che aspettavano da tempo questo momento. Aspettavano che io mi decidessi a fare il passo che prima o poi fanno tutti. Aspettavano anche una "prova evidente" del fatto che io avessi trovato Uomo. Finalmente.

Sotto sotto sono convinta che mia mamma pensasse pure che fossi diventata lesbica. O misogina. Eheheh.

Mi rincuora rendermi conto che non sono l'unica a tenere tanto all'appoggio dei miei. Ieri Uomo è arrivato da me tutto contento perchè ha dato la notizia a sua madre. In realtà lui si è limitato a piombarle in casa con un sorrisone nuovo e lei ha indovinato. Immediatamente. Dicendo anche bambinA. E aggiungendo la leggendaria frase Sai che per qualsiasi cosa noi ci siamo. E mentre me lo raccontava Lui aveva gli occhi tutti rossi e a stento, trattenendo le lacrime, ha aggiunto con un filo di voce che è tutta la vita che aspetta di sentirsi dire una frase così da lei.

E' che è un gran casino confrontarsi con i genitori durante la metamorfosi. Per tutta la vita facciamo di tutto per non assomigliare proprio a loro. Con il passare del tempo siamo costretti ad ammettere che è inevitabile. Alla vigilia di una nascita, credetemi, persino rassicurante. Che se noi siamo qui ora, e poco poco ci piacciamo e ci vogliamo bene, è gran parte merito loro.

Ci metterei la firma a ritrovare il mio bagigio a 32 anni con la certezza che non gli è capitata nessuna delle tragedie a cui sto pensando da qualche giorno a questa parte.

06 giugno 2010

"Ecco il padre di vostro nipote"

Nel weekend appena passato, qualsiasi dettaglio ha del grottesco.
Il sole accecante del giorno, gli insettoni volanti strani della sera, i vuoti di memoria, i discorsi fatti. A distanza anche solo di qualche ora sembra un film in cui io, personalmente, centro poco, così come tutti gli altri protagonisti. Che invece sono i componenti della mia famiglia... Ossignur!

Premetto che c'è il lieto fine. E che va tutto letto con una bella dose di bonaria ironia.

Venerdì sera.

Arrivano i miei. Sorrisi baci e abbracci. E il solito fiume di racconti, aneddoti e aggiornamenti vari che vanno dal gossip familiare (mamma) alle scadenze burocratiche (papà).

In tutto questo io sorrido, rispondo, commento, descrivo... e mi cago sotto. Non ci sono altri termini: mi ca go sot to. Perchè sono alla continua ricerca del momento adatto per il mio annuncio e contemporaneamente cerco, fino allora, di non far capire che c'è qualcosa che bolle in pentola, qualcosa di veramente grosso (più o meno come un pompelmo).


Sabato mattina.

Mi alzo e so che restano meno di 10 ore per trovare il momento adatto. La sera c'è la cena al ristorante con Uomo e quindi se il benedetto momento non arriva da solo toccherà crearlo.

Papà parte in quarta con il 730 e la Jessy e la macchina e la manutenzione ai condizionatori e bla bla bla bla bla. Poi esce per andare dal veterinario.

Mamma si lancia in una sessione di pulitura a fondo dei balconi, apprezzatissima dalla sottoscritta. Mancano 7 ore. La raggiungo fuori e adocchiando la panchetta di legno bianca penso che no, non sarebbe male dimezzare l'onere dell'outing e affrontarli separatamente.
Mamma: "Tuo papà ha fatto tutte le analisi e sono andate bene, ora gli mancano un paio d'esami..."
Io: "Anche io sto facendo un po' di esami..."
Mamma: "Ah, e per cosa?"
Io: "Eh...", cerco di abbozzare un sorriso mentre sprofondo mentalmente fino al balcone di sotto, poi al giardinetto condominiale, ai garage del primo interrato e nel locale contatori del secondo. Con le orecchie assordate dal frastuono del crollo, e lo stomaco che ha coperto l'intera distanza al rallenty fuori dalla mia pancia ed esattamente davanti agli occhi, aggiungo "Sareinc...c...cinta".

In un attimo di silenzio totale un rewind rapidissimo riaggiusta lo stomaco al suo posto e mi riporta lì dove sono. Esattamente lì. In quel preciso istante. Mamma è ferma sui due piedi (e ci resterà parecchio) con i gomiti uniti e i guanti di gomma che rivolgono al cielo le spugnette bagnate, in un gesto estremo di casalinga devozione.
"Ooh. Oooooh. -dice con un filo della sua voce da soprano, con cadenza perfettamente friulana- Questa è una sorpresa... Questa non me l'aspettavo..."
Inizio a blaterare di pillole prese e di sorpresa anche per noi e di progetti comunque simili ma che avremmo magari rimandato di un po'. Lei per tutta risposta commenta con "Iiiiiiih (da leggere anche questo con cadenza perfettamente friulana). Rimandare a quando? A quando siete ancora più vecchi?". Poche semplici parole che mi rasserenano immediatamente. Cazzarola, è contenta!

Da lì ci vuole poco a raccontarle com'è andata, a rassicurarle sullo stato d'animo del futuro papà e a tirare fuori le foto del bagigio.

Il tempo di ricomporsi e ricompare papà, in un blitz di pochi minuti cita veterinario, rimborso delle tasse, indirizzo nuovo per le bollette, copia delle chiavi del cancelletto e bla bla bla bla. Com'è entrato se ne esce. Io e mamma ci guardiamo e ci viene proprio da ridere.

Iniziamo allora a programmare il secondo atto dell'annuncio.


Sabato ora di pranzo.

Vince l'ipotesi più diabbolica, così apparecchiamo la tavola piazzando le foto del bagigio accanto al piatto del papy, sperando che almeno alla seconda portata si accorga della loro presenza.

Lui arriva, si siede, con un'occhiata distratta registra l'elemento estraneo sul tavolo ma senza interrompere la sequenza di lavaggio macchina, assemblea condominiale, certo che se non arriviamo noi i balconi restano abbandonati a loro stessi e bla bla bla. Tocca intervenire.

Io: "Pa, ma non hai notato niente?"

Lui: "Che, -col tono della voce che scende, tipicamente romano- queste?"

Inizia a scrutare. "Non ti dicono niente?"

"No."

"Dai, prova a guardare meglio. Non ti fanno venire in mente qualcosa?"

Scorre da vicino le immagini delle ecografie (penso io) e aggiunge, con l'esitazione di chi legge senza occhiali: "Dotttoreeessaaaa Coooolleeemontaaaanaaaa". Poi, secco: "A me non mi dice proprio un cazzo".

Qualcosa però si fa strada nella sua testolina. Mi guarda un po' dal basso verso l'alto e pure di sghimbescio, guardingo. E lo chiede a bruciapelo. Sei incinta? Vafancuulo!

Un paio di minuti dopo, non prima di essersi informato sulla reazione del futuro papà, lo spumante esplode assieme al tappo e tracima sulla tavola. Beviamo, brindiamo, ci raccontiamo cosa "pensavamo e invece è successo". Per esempio lui sapeva che io prendevo le mie precauzioni e quindi era tranquillo... E pure io mannaggia!

Quindi arriva un sms. Tesoro, come eravamo rimasti, non dovevo passare a prenderti vero? Ci troviamo direttamente al ristorante, no? A che ora?

Alle 20.30 rispondo io, che ho già precedentemente fatto la smscronaca a Uomo del primo atto.

Chat... mi avevi detto che era a pranzo! Io è mezz'ora che aspetto fuori dal ristorante! Vabbè dai, almeno riesco ad andare a casa a farmi una camomilla... Con 40° all'ombra.

Sabato primo pomeriggio.

Amore scusa! Ero convinta di averti avvisato che facevamo la sera... E' che sono stata un po' agitata e si vede che ho fatto casino... Ti sei fatto la barba al lavoro? E hai comprato anche la polo nuova, apposta? Cavoli, sei un tesoro. Senti, io avrei pensato a questo punto che sarebbe carino passare su da te prima di andare al ristorante. Così facciamo vedere ai miei la tua casina. Su è talmente bello!

Cosa?! Ma a che ora? Non ho niente per fare l'aperitivo, i vetri del piano terra non sono puliti... Senti Chat, tu però devi smetterla. Se vuoi che io conosca mio figlio devi darti una calmata! Se continui così oggi io faccio un infarto! E mio figlio neanche lo vedo!


Sabato tardo pomeriggio.

Che ideona che ho avuto. Andare su in montagna con questa fantastica giornata di sole, far vedere il panorama che punta dritto sul lago, lasciare che si immaginino il loro futuro nipotino che cresce sano tra i monti e i prati verdi, l'aria pulita e fresca anche quando in pianura si boccheggia... In più posso presentare Uomo ai miei nel suo ambiente, dove si sente più a suo agio e in una situazione meno formale del ristorante. In pratica è la tattica che uso quando porto la Jessy dal veterinario: invece di fare uscire la belva feroce dalla sua gabbietta gliela scoperchiamo. Lei è convinta di essere al sicuro della sua tana e invece... zac! Vaccino fatto! Sono o non sono un genio?

Ecco, a parte dover spingere Uomo fuori dalla soglia per presentargli i miei, il resto mi sembra andare bene. Passeggiamo nella corte chiacchierando amabilmente della casa, della vita in montagna, degli abitanti del luogo... Io coinvolgo mamma su quali piantine potremmo mettere nell'aiuola di fronte e sul gruppetto di simpatiche mucche che abitavano il prato accanto un anno prima. Sembra proprio che fili tutto liscio.

Fino a quando riprendiamo le macchine, due diverse, per andare a cena. E papà invece di salire sulla mia, senza fare una piega si piazza su quella di Uomo. Quanto successo da lì e per i 20 minuti successivi in quella Fiesta non è dato sapere.

Però invece posso raccontare quello che ci siamo dette io e mamma sulla mia fantastica Y! A parte tenere d'occhio l'abitacolo dei due in transito poco più avanti, s'intende. La mamma ha commentato che ha l'aria buona, chiedendomi se è veramente così, se andiamo d'accordo, se ci parliamo. E poi ha detto una cosa che una mamma dovrebbe sempre ricordarsi di dire ai propri figli, giunti ad un certo punto della loro vita, se esprimono come ho fatto io qualche dubbio su come loro avrebbero potuto prendere la notizia: Cosa vuoi. Ormai hai più di 30 anni. Non sta a noi dirti cosa devi o non devi fare, le decisioni sono le tue. A noi serve sapere se sei contenta.

L'ha detto come se fosse la cosa più naturale del mondo. Con tono fermo ma in fondo tanta dolcezza. E improvvisamente mi è parso chiaro che è giunta l'ora di sentirsi grande.

03 giugno 2010

Come lo diciamo ai miei?

La faccenda è annosa.

Dopo giorni di riflessione le ipotesi vagliate sono:

A) Andiamo assieme in Friuli un paio di giorni: il primo per fare conoscenza, il secondo per comunicare la lieta novella. Così c'è il tempo perchè entrino tutti in confidenza e si rallegrino più facilmente (gioire genuinamente con uno sconosciuto non è facile, a meno che non si tratti del tuo vicino di posto allo stadio durante una partita dei mondiali).

B) Vado io da sola in Friuli. Comunico la lieta novella e organizzo le presentazioni per un week-end successivo. Così i miei sono liberi di esternare i loro sentimenti, anche se fossero di disappunto, disperazione, o direttamente di scomunica con annessa diseredazione.

C) Comunico il tutto al telefono, così hanno tempo di smaltire, e poi organizzo un week-end di presentazioni meno rischioso.

Dopo innumerevoli discussioni concludo che:

  • la C è crudele se poco poco sono felici della cosa. Inoltre Uomo mi fa notare che di certo i miei vorranno accertarsi che sto bene, cosa che potrebbe comportare un improvviso fuori programma con loro che il giorno dopo mi piombano in casa pieni di dubbi e ansie da sedare.
  • la A è improponibile causa impegni lavorativi di Uomo.
  • la C è l'unica. E non si può nemmeno aspettare troppo perchè poi mamma parte per 15 giorni in Belgio e si rischia di fare l'annuncio al 4° mese.... Pare eccessivo.

Chiamo i miei. Risponde mio padre: "Ah che bello, vuoi venire domani? Ma certo! Abbiamo a pranzo i Bombini, gli Scazzari e i Grandinelli che si fermano pure a dormire. Vieni anche tu!".
Declino gentilmente l'invito e rilancio per il week-end successivo. Mi richiama mamma dopo cena: "Che peccato che hai pensato proprio al prossimo week-end... io mi sono già messa d'accordo con Floriana per trovarci a Verona e portare le pellicce bla bla bla bla bla".
Mi tocca ripiegare sul piano C1, 2, 3, 4, 5, xy, n.

Alla fine concordo che mamma si porti dietro anche papà prospettando la tanto agognata presentazione ufficiale di Uomo. "Aaaaaaah! Beh, vedi di organizzare per bene il week-end allora!". Sì mamma. Nemmeno immagini che sorpresa vi farò, il prossimo week-end.