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10 settembre 2009

Fe(e)lin(g)

La Jessy non adora Uomo. Uomo non adora la Jessy.

Ovvero la Jessy è gelosissima di Uomo. Uomo detesta i gatti.

La questione non è di secondaria importanza considerando che:
1) la Jessy vive con me, e vive con me da mooolto più tempo di Uomo, che non vive con me;
2) la Jessy vive a casa suapropria e in questa casa Uomo è solo un ospite;
3) la Jessy è la mia gatta, ovvero lei mi è padrona più di quanto Uomo non lo sarà mai;
4) la Jessy è abitudinaria e tra le tante abitudini c'è quella di dormire con me;
5) la Jessy ultimamente soffre di solitudine ed è alla continua ricerca di attenzioni.

Per questi ed altri motivi una sera la Jessy ha azzannato Uomo durante un tentativo (maldestro, questo bisogna ammetterlo) di accarezzarla. Io ho aggravato la situazione chiedendogli di aiutarmi a metterle le gocce nelle orecchie (un'esperienza assolutamente truce) per cui la Jessy lo ha azzannato nuovamente. E fin qui nulla di nuovo per chi conosce la belva feroce.

L'episodio straordinario ci ha illuminati la mattina in cui, avvinghiata a Uomo, apro gli occhi e lui invece di dirmi Ma buongiorno! come sempre mi invita a guardare più giù. Più giù, beatamente allungata sulla sua pancia e in preda ad un attacco possente di fusa, c'era la Jessy.
Ancor più sorprendente è stato quel che i miei occhi hanno visto la sera, ieri sera: la Jessy appallottolata sulla maglietta che Uomo si era dimenticato, tutta intenta a farsi la toilette (che chi ha un gatto sa essere un rito che il gatto compie solo in un luogo in cui si sente perfettamente a proprio agio), tirando su anche la puntina della coda pur di farla stare esattamente entro il perimetro della suddetta maglietta.
E stamattina? Stamattina la Jessy si è fatta trovare su un giaciglio che, fatalità, corrisponde proprio al cuscino di Uomo, senza margine d'errore alcuno.

Immancabilmente scatta l'mms con cui documento il prodigio e commento: Sono gelosa! E la Jessy è un gran zoccola...

Dopo quattro ore vengo investita da un fulmine. Fa più o meno così:
Gelosa di una gatta? Figurati! Non hai motivo di esserlo.
Dove la trovo un'altra disposta a fare la notte in bianco per vedere il sole sorgere sul mare? Dove la trovo un'altra disposta a fare oltre 1000km in moto per assaporare i colori e i sapori di un'altra terra? Dove la trovo un'altra disposta a percorrere 20km a piedi per guardare la luna piena? Pressochè impossibile.
Certo ho ancora una questione aperta con me stesso e non voglio crearti aspettative nè vincoli.
Oltre a te? Da che ti conosco nessun'altra.

Resisto più o meno un'ora, leggendo e rileggendo, prima di scoppiare a piangere.
E pensare che non avevo chiesto niente...

14 febbraio 2006

Paura!

Avete presente quelle mattine in cui hai in mano il phon ma non trovi l'adattatore, infili i jeans ma hanno la cintura sbagliata, hai deciso le scarpe ma non trovi i calzetti, prendi il cellulare e ti scordi il carica, chiudi la giacca e hai dimenticato la sciarpa...?
Ecco, stamattina è stato così!

Sarà che, nonostante la sessione domenicale di sauna-idromasaggio-bagno turco col fratellino (seconda tappa del Piano di Recupero della Mascella), mi devo ancora riprendere dallo shock di venerdì notte...
Dopo un paio di piacevoli orette in autostrada passate ciacolando con la sister® arrivo a casa devastata, mi cambio (longuette di raso bordeaux riesumata dagli anni del liceo, maglietta e stivali alti neri, visti gli imput raccolti su questi schermi!), rinfresco il trucco, faccio un po' di iperventilazione ed esco. Arrivo fuori dal ristorante spagnolo alle 23. Ora, capite che alle 23 di un venerdì sera, in un ristorante spagnolo, e per di più ad una cena di addio al nubilato il minimo è trovare una bolgia dantesca le cui urla si sentono fin dalla strada, scavalcare corpi riversi sul pavimento ed unirsi ai sopravvissuti in una danza dionisiaca sul tavolo. Immaginate allora la morsa di autentico panico che mi ha stretto la gola quando mi sono trovata di fronte alla versione femminista dell'Ultima Cena, con a capotavola una sorta di venere botticelliana sulla quale non era visibile ALCUNA TRACCIA di alcol o stupefacente, una dozzina di invitate che le 4Agate a confronto erano una banda di hooligans, e caraffe di sangrìa ancora mezze piene... Una traggedia!!! Se a questo aggiungete che il locale era mezzo vuoto (ergo nessun uomo che potesse apprezzare quanto ero gnocca) e che tutti parlavano SOTTOVOCE (e nemmeno ridevano!) ...insomma, ho rimpianto il mio bel piumone con annessa pet therapy (cioè quella culona pelosa di Jessy che mi fa le fusa nel letto, che questo week-end è pure stata affettuosa!).
Quindi stendiamo un velo pietoso sulla questione e iniziamo a fare pressione psicologica perchè gli organizzatori degli eventi simili in agenda nei prossimi mesi SI DIANO DA FARE COME SI DEVE (capito Arrow?)! Perchè se mi dovesse ricapitare un'altra volta piuttosto ci salgo io sul tavolo! Sperando che regga...

Un altro paio di cosette spero che reggano, oggi. Perchè ho intenzione di mettere in atto la terza fase del Piano di Recupero della Mascella: il collaudo! Infatti alla faccia di San Valentino stasera me ne vado dal Nutella (alias la new-entry di cui in parte già conoscete fatti e soprattutto misfatti), che giace da due giorni a letto malato. Un'ottima scusa per vestire i panni (piuttosto succinti) dell'infermierina e correre al suo capezzale, che ho già verificato essere comodo ed accogliente.
Mi trovo, però, di fronte ad un dilemma: il Nutella venerdì compie gli anni (più di quanti credessi, deo gratias!) e la mia natura in fondo gentile ed affettuosa mi porta a pensare di prendergli un regalino. Ovviamente si tratterebbe di una cagatina più che altro spiritosa ed allusiva a qualche precedente che ci riguarda (tutto sto giro di parole per dire che gli comprerei un vasetto di Nutella...).
Ma il problema è... che ogni volta che ho fatto un regalo ad un uomo, dal pensierino più stupido al regalone da coppia stabile, e dico OGNI VOLTA, l'uomo in questione è SPARITO! E a volte pure prima di ricevere il regalo! Me lo ricorda l'astuccio che tutt'ora uso e avevo preso per Anto nel 2000, il maglione che ho fatto per il Panca e giace intonso nel mio armadio dal lontano 2001, e più recentemente la scatola fighissima di pralines ancora impacchettate (con tanto ammòre...) per quel coglione del fotografo. Per non parlare del portatabacco d'argento che ho dato a Claudio per il suo compleanno (non fumava ma gli piaceva far su) un mese prima dell'insospettabile fine, il libricino di 40 pagine per il Lele in cui avevo raccolto sms e foto del nostro primo anno assieme, o la tazzina da bar della Illy (con tanto di cucchiaino) che avevo preso per quel fissato del Pdm... E qui mi fermo, perchè la lista sarebbe lunga!
Ad ogni modo, visto che sono pure un po' recidiva nell'errore (la mia natura diabolica, che volete farci...), stasera mi presenterò a casa del Nutella con un bel vasetto di Nutella impacchettato, in segno di sfida verso il 14 febbraio, che volutamente ignorerò. Del resto, come abbiamo stabilito io e Cloty al telefono stamattina, basta non girare per negozi e non filarsi la gente che ti fissa ai semafori con aria interrogativa come se l'espressione indossata oggi bastasse a stabilire se rientri nella schiera delle "felici ragazze fidanzate" o in quella delle "single sfigate". Ma soprattutto, soprattutto, basta avere la fortuna di non trovarsi nell'ufficio di quella che ha ricevuto un mazzo di rose rosse a gambo lungo da un anonimo ammiratore pugliese.

E non pensare che è capitato anche a te, una volta... anche se la rosa era una, l'ufficio era la tua classe del liceo, l'ammiratore segreto il ragazzo con cui stavi da 2 anni. Perchè una volta lo festeggiavo anche io San Valentino. Lo festeggiavo quando avevo una storia splendida, lunga, intensa, sincera, tra due persone fedeli, leali, innamorate, capaci di spingersi l'uno con l'altro senza mai smettere di seguirsi, di trovare nello stare insieme l'energia per realizzarsi anche oltre lo stare insieme.
Ora non lo festeggio, e in più mi sento come una mina vagante che gira tra le coppiette in questo giorno a loro dedicato con una falce sotto il braccio. Perchè sono la prova vivente che... può finire. Vorrei non essere io, vorrei non toccasse a me! Perchè mi sto sforzando da matti per non smettere di crederci...

Quindi Buon San Valentino.

(ma guardatevi le spalle ;)